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Passaggio a livello via Paestum: il resoconto stenografico dell’incontro palermitano

in ARS/News/Sindaco by

Pubblichiamo di seguito il resoconto della seduta tenutasi all’ARS in Commissione IV Ambiente e Territorio, giorno 26 settembre 2013, in merito al problema del passaggio a livello di via Paestum. Il testo è tratto dal sito regionale dell’ARS Commissioni Parlamentari

[…] Il dott. PICCITTO, sindaco del comune di Ragusa, ringrazia la Commissione e ricorda la questione relativa alla paventata chiusura di un passaggio a livello all’interno della città di Ragusa da parte della società RFI.
In seguito all’incontro del maggio scorso, RFI ha mantenuto l’impegno di sospendere i lavori, ma il problema resta. Ritenendo che il passaggio a livello rappresenti una struttura fondamentale per collegare due parti della città, chiede un dialogo con gli organi RFI, al fine di rinegoziare l’accordo tra le parti.
Chiede, inoltre, come potere promuovere la realizzazione di una metropolitana in superficie, rilevando che esistono già all’interno della città 18 chilometri di strade ferrate che possono essere riconvertite ad uso di metropolitana.

Il dott. ARNONE, dirigente generale dipartimento regionale infrastrutture, mobilità e trasporti, chiarisce che sul primo tema illustrato l’assessorato non ha alcuna competenza, può soltanto farsi portavoce dell’istanza presso i rappresentanti di RFI.
A tal proposito suggerisce, vista l’assenza nella seduta odierna dei vertici di RFI, di convocare un incontro con tutti le parti interessate. Sull’ipotesi di realizzazione di una metropolitana invita l’amministrazione comunale a presentare in tempi brevi un progetto, al fine di potere proporre il finanziamento con i fondi comunitari, essendo obiettivo dell’Unione europea favorire il trasporto su rotaia piuttosto che quello su gomma.

Il sig. COSTA assessore ambiente comune di Ragusa, rappresenta l’esigenza di programmare un sistema di viabilità su rotaie tra Ragusa e Catania, vista la recente apertura dell’aeroporto di Comiso.

Il sig. GURRIERI, CUB trasporti provinciale, rappresenta lo stato dell’arte della viabilità nella provincia di Ragusa, lamentando la esiguità di collegamenti ferroviari, in considerazione dell’apertura dell’aeroporto. Solleva, inoltre, la questione relativa al trasporto di studenti all’interno del territorio, in seguito alla riduzione di corse da parte dell’AST. Aggiunge che se AST non dismette la concessione i comuni interessati non possono procedere a bandire un nuovo affidamento.

L’onorevole ASSENZA rappresenta che il problema dei collegamenti nella provincia è stato dallo stesso più volte posto all’attenzione dell’Assessore senza ricevere ancora alcuna risposta. In merito al passaggio a livello della città di Ragusa, richiama le considerazioni svolte dall’ing. CUCINOTTA durante la seduta del 23 maggio, il quale poneva un problema di sicurezza al mantenimento dello stesso. Invita l’amministrazione comunale a trovare una soluzione alternativa per  collegare le due parti della città.

La sig.ra CAMPO, assessore lavori pubblici del comune di Ragusa, dichiara che sull’ipotesi alternativa al passaggio a livello sono stati avviati numerosi studi, ma non si è trovata alcuna soluzione. L’unica opera realizzabile è un passaggio pedonale. Ritiene che debba essere rinegoziata la convenzione con RFI.

L’onorevole FOTI manifesta perplessità sull’ipotesi di chiusura del passaggio a livello, che separerebbe la città in due parti. Sul sistema di trasporti in generale auspica una razionalizzazione dei collegamenti tra i mezzi su gomma e i mezzi su rotaie.

Il sig. FIRRINCIELI, comitato NO MURO, ringrazia la nuova amministrazione comunale per l’attenzione riservata alla possibile chiusura del passaggio a livello, e rinvia a quanto già dichiarato nella precedente seduta.

Il PRESIDENTE invita il dott. ARNONE ad avviare degli incontri tra gli amministratori locali e RFI sia per il problema del passaggio a livello, sia per una riprogrammazione del sistema viario nel territorio di Ragusa.

Albergo diffuso: ecco il testo della legge siciliana

in Albergo diffuso/ARS/Turismo by

Siamo in grado di pubblicare il testo della legge varata all’Ars, riguardante il riconoscimento dell’albergo diffuso in Sicilia. Avvertiamo che il testo deve ancora passare al vaglio del Commissario di Stato; solo successivamente verrà pubblicato in GURS.

Testo impaginato in pdf: Legge regionale albergo diffuso

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ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 DISEGNO DI LEGGE nn. 230-120-76-152

  LEGGE APPROVATA IL 24 LUGLIO 2013

Norme per il riconoscimento dell’albergo diffuso in Sicilia

 Art. 1.  

           Finalità

 1. Fermo restando quanto previsto dalla legge regionale 6 aprile 1996, n. 27, la Regione nell’ottica della diffusione del turismo sostenibile riconosce e  regolamenta, come forma complementare e di supporto per lo sviluppo turistico, l’albergo diffuso al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

a) destagionalizzare e arricchire l’offerta turistica;

b) recuperare il patrimonio edilizio dei centri storici e dei borghi nonché ridurre il consumo del territorio;

c) incentivare l’economia dei centri storici e dei borghi nonché valorizzare i centri commerciali naturali definiti dall’articolo 9 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10;

d) dare un nuovo slancio produttivo alle antiche maestranze;

e) evitare lo spopolamento dei piccoli comuni lontani dai circuiti turistici tradizionali nonché offrire nuove opportunità occupazionali.

 

Art. 2.

Definizioni

 1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni che seguono:

a) centro storico:  il centro storico (Zona A) è da intendersi come  parte  del  territorio  comunale  interessato  da edifici e tessuto edilizio di interesse storico, architettonico o monumentale, ai sensi del decreto ministero lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444;

b) borghi marinari e rurali: aree in tal modo qualificate dai comuni, purché caratterizzate da elementi di elevato interesse storico, monumentale o caratterizzate da identità culturale e paesaggistica;

c) turismo sostenibile: attività che cerca di minimizzare gli impatti sull’ambiente e di evitare la perdita delle tradizioni locali e le destabilizzazioni economiche nel territorio, generando contemporaneamente reddito, occupazione e la conservazione degli ecosistemi locali, e che inoltre guarda al mantenimento o al recupero della solidarietà tra le diverse generazioni delle comunità ospitanti;

d) albergo diffuso: possono assumere la definizione di ‘albergo diffuso’ le strutture caratterizzate dalla centralizzazione in unico stabile dell’ufficio ricevimento e delle sale di uso comune, e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, purché ubicati nelle aree di cui alle lettere a) e b) del comune e/o distanti non oltre 300 metri effettivi dall’edificio nel quale sono ubicati i servizi principali;

e) unità abitative: le unità abitative possono essere costituite da camere o alloggi.

2. Nei comuni nei quali gli strumenti urbanistici non prevedono l’individuazione di zone di centro storico (Zona A), gli alberghi diffusi possono essere ubicati nelle aree individuate dagli stessi comuni come di interesse storico, architettonico o monumentale.

 

Art. 3.

Requisiti dell’albergo diffuso

 1. I requisiti fondamentali dell’albergo diffuso sono:

a)  gestione unitaria: la struttura ricettiva è gestita in forma imprenditoriale, anche individuale,  con  attinenza  o  interesse statutario nel campo dell’accoglienza;

b) servizi alberghieri e assistenza: la struttura ricettiva alberghiera è gestita in forma professionale e offre servizi turistici ai fruitori (quali accoglienza, bar, ristoro, svago, palestra);

c) unità abitative dislocate in più edifici separati e preesistenti;

d) servizi comuni: presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro);

e) distanza ragionevole degli stabili: massimo 300 metri tra le unità abitative e le strutture con i servizi;

f) presenza di un ambiente autentico: integrazione con la realtà sociale e la cultura locale;

g) riconoscibilità: l’identità della struttura ricettiva  è  riconoscibile in tutte le sue componenti (arredi, insegne o altri segni distintivi), al fine di garantire una omogeneità dei servizi;

h) stile gestionale integrato nel territorio e nella sua cultura, che ha l’obiettivo di offrire un’esperienza legata al territorio, nei modi, nei tempi, nei servizi e nei prodotti offerti.

2. L’albergo diffuso non può sorgere in comuni e borghi abbandonati o disabitati.

3. L’albergo diffuso coinvolge almeno sette unità abitative.

4. L’albergo diffuso può prevedere un apposito spazio interno da destinare alla vendita dei prodotti tipici locali. In alternativa, può essere stipulata una convenzione con un esercizio commerciale di vicinato o con il centro commerciale naturale localizzato nei siti di cui alla lettera a) e b) dell’articolo 2.

5. I requisiti per la classificazione in stelle sono identici a quelli per la classificazione delle strutture extra-alberghiere.

6. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto speciale della Regione, sono disciplinate le modalità di attuazione della presente legge.

 

Art. 4.

Elementi di eleggibilità per la localizzazione

 1. Nelle aree di cui all’articolo 2, individuate dai comuni interessati dalla localizzazione dell’albergo diffuso, devono essere presenti le seguenti condizioni:

a) pregio storico-ambientale: la ricettività diffusa è localizzata in un aggregato urbano avente caratteristiche di pregio storico ambientale;

b) vitalità e vivibilità: le aree di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 2 devono essere abitate, vive e vissute dai residenti e dotate di servizi.

 

Art. 5.

Destinazione d’uso dei locali, gestione e deroghe alle  norme

 igienico-sanitarie

 1.   Gli immobili convertiti in albergo diffuso possono mantenere la destinazione urbanistica residenziale, fatta eccezione per le unità destinate ad accogliere i servizi di cui all’articolo 3, comma 1, lett. d). L’apertura, il trasferimento e le modifiche riguardanti l’esercizio dell’ “albergo diffuso” sono soggette alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all’articolo 6 della legge regionale 5 aprile 2011, n.5.

2.  Gli edifici coinvolti nella creazione della struttura recettiva dell’albergo diffuso rispettano i parametri minimi stabiliti dalle norme igienico sanitarie vigenti,  fatte salve le deroghe che seguono. Nel caso in cui tra gli edifici facenti parte dell’albergo diffuso vi siano manufatti preesistenti alla data di entrata in vigore del decreto ministero sanità 5 luglio 1975, per gli stessi sono ammessi le altezze ed i rapporti aeroilluminanti esistenti. I locali abitativi con altezze di interpiano variabili hanno un’altezza media ponderale non inferiore a 2,2 metri. In tutti i casi di deroga è acquisito il parere igienico-sanitario della competente autorità.

Art. 6.

Norma finale

 1. La presente  legge  è  pubblicata  nella  Gazzetta ufficiale della Regione  siciliana.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

IL PRESIDENTE

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LAVORI PREPARATORI

Disegno di legge n. 230 – Norme per il riconoscimento dell’albergo diffuso in Sicilia.  Iniziativa parlamentare: presentato dai deputati La Rocca, Trizzino, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,  Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Troisi, Venturino, Zafarana, Zito, Ferrandelli il 28 febbraio 2013. Trasmesso alla Commissione ‘Ambiente e territorio’ (IV) l’1 marzo 2013.

 Disegno di legge n. 120 – Disciplina per il riconoscimento dell’albergo diffuso in Sicilia.  Iniziativa parlamentare: presentato dai deputati CAPUTO, POGLIESE, ASSENZA, FALCONE, VINCIULLO il 14 gennaio 2013. Trasmesso alla Commissione ‘Ambiente e territorio’ (IV) il 15 gennaio 2013 (abbinato nella seduta n. 19 del 7 marzo 2013).

 Disegno di legge n. 76 – Disciplina per il riconoscimento dell’albergo diffuso in Sicilia. Iniziativa parlamentare: presentato dal deputato TURANO il 2 gennaio 2013. Trasmesso alla Commissione ‘Ambiente e territorio’ (IV) l’8 gennaio 2013 (abbinato nella seduta n. 19 del 7 marzo 2013).

Disegno di legge n. 152 – Norme in materia di organizzazione turistica regionale. Iniziativa parlamentare: presentato dal deputato CORDARO il 17 gennaio 2013. Trasmesso alla Commissione ‘Ambiente e territorio’ (IV) il 19 gennaio 2013 (abbinato nella seduta n. 48 del 19 giugno 2013).

Esaminato dalla Commissione nelle sedute nn. 19 del 7 marzo,  n. 40 del 21 maggio, n. 48 del 19 giugno, n. 52 del 2 luglio e n. 53 del 3 luglio.

Esitato per l’Aula nella seduta n. 53 del 3 luglio 2013.

Relatore: on. Giorgio Assenza.

Discusso dall’Assemblea nella seduta n. 57 del 10 luglio 2013, n. 58 del 17 luglio 2013, n. 59 del 23 luglio 2013 e n. 60 del 24 luglio 2013.

Approvato dall’Assemblea nella seduta n. 60 del 24 luglio 2013.

 

 

 

ARS: approvata legge su Albergo diffuso

in ARS/News/Turismo by

Finalmente approvata dall’ARS, nella seduta del 24 luglio 2013, la legge siciliana sull’Albergo diffuso. Notevole l’eco sugli organi di stampa e sui siti web d’informazione. La primogenitura della legge siciliana è reclamata dal M5S, ma alla elaborazione della legge hanno collaborato, nella IV Commissione, numerosi gruppi parlamentari. Tra i più attivi il ragusano Assenza.

Tra i servizi giornalisti in rete più interessanti, segnaliamo quelli pubblicati su LiveSicilia e LinkSicilia.

In attesa della pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale, è possibile consultare il testo portato in commissione sul sito dell’ARS.

Di seguito il video di presentazione del testo di legge, a cura della prima firmataria:

Legge Albergo diffuso: l’Ars rinvia il voto

in ARS/News/Turismo by

Ieri, martedì 23 luglio, l’Ars ha approvato l’articolato, con i relativi emendamenti, del disegno di legge “Norme per il riconoscimento dell’Albergo diffuso in Sicilia” ma ha rinviato a mercoledì 24 la votazione finale. Nel dibattito sono intervenuti numerosi onorevoli, tra cui il ragusano Assenza; per il Governo regionale è intervenuto l’assessore al turismo, Stancheris. Seguiremo oggi i lavori dell’Ars, sperando in una approvazione finale di questa importante legge.

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